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Regia: Marco Risi
Sceneggiatura: Jim Carrington, Andrea
Purgatori, Marco Risi
Fotografia: Marco Onorato
Suono: Massimo Simonetti
Interpreti: Libero De Rienzo,
Valentina Lodovini, Michele Riondino, Massimiliano
Gallo, Ernesto Mahieux, Salvatore Cantalupo, Gigio
Morra, Gianfranco Gallo, Antonio Buonomo, Roberto
Calabrese, Raffaele Vassallo, Kyung Mi Lee, Mimmo
Mignemi, Nadia Carlomagno, Salvatore Striano;
con la partecipazione di: Ennio
Fantastichini, Duccio Camerini, Renato Carpentieri,
Ginafelice Imparato, Marcello Mazzarella, Daniele
Pecci
Montaggio: Clelio Benevento
Produzione: Angelo Barbagallo e
Gianluca Curti per BIBI
Film, Rai Cinema,
Minerva Pictures Group, con il supporto di
MiBAC
Distribuzione internazionale: Rai Trade,
via Umberto Novaro 18, 00195 Roma, tel. +39 06
37498244, fax +39 06 37516222,
rossi@raitrade.it,
cifola@raitrade.it,
www.raitrade.com
Anno: 2009. Durata: 110’
Nel 1985 Giancarlo Siani (Libero De Rienzo)
viene ucciso con dieci colpi di pistola. Aveva
26 anni. Faceva il giornalista per Il
Mattino, prima da Torre Annunziata e poi da
Napoli. Era un ragazzo allegro che amava la vita
e il suo lavoro e cercava di farlo bene. Aveva
il difetto di informarsi, di verificare le
notizie, di indagare sui fatti. È stato l’unico
giornalista ucciso dalla camorra. Nel film lo
seguiamo negli ultimi quattro mesi della sua
vita, la sua ultima estate quando, dal Vomero,
dove abitava, tutti i giorni scendeva
all’inferno di Torre Annunziata, regno del boss
Valentino Gionta (Massimiliano Gallo). Tutto, in
quel periodo, ruotava intorno agli interessi per
la ricostruzione del dopo terremoto e Giancarlo
vedeva e capiva. Lo vediamo muoversi fra
camorristi, politicanti corrotti, magistrati
pavidi e carabinieri impotenti, come un giglio
nel fango. Proprio la sera in cui venne ucciso,
Vasco Rossi teneva un concerto a Napoli al quale
Giancarlo sarebbe dovuto andare con la sua
ragazza.
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Marco Risi
Nato a Milano nel 1951, è figlio del regista Dino Risi. E
questa sarà anche la sua strada. Abbandonati gli studi di
filosofia, nel 1971 assiste nella regia suo zio Nelo Risi
per il film Una stagione all’inferno. In seguito
lavora per Duccio Tessari. Nel 1978 gira un documentario -
Appunti su Hollywood - andato in onda su RaiUno.
Partecipa come co-sceneggiatore a due film del padre,
Caro papà (1979) e Sono fotogenico (1980). Nel
1983 esordisce nel lungometraggio con Vado a vivere da solo,
con Jerry Calà, poi realizza Colpo di fulmine. Si
avvicina al cinema impegnato con Soldati 365 all’alba;
ma è con Mery per sempre nell’89 che riceve molti
riconoscimenti importanti tra cui un Ciak d’oro, il premio
Sacher e il premio della giuria al festival di Montreal. Nel
1990 esce Ragazzi fuori (continuazione di Mery
per sempre) che gli porta numerosi premi tra cui un
altro Ciak d’oro per la migliore interpretazione collettiva
maschile, il David di Donatello per la migliore regia e
l’Osella d’oro al festival di Venezia 1990. Nel 1991 con il
film inchiesta Il muro di gomma ottiene il Leone
d’oro al festival di Venezia. Nello stesso anno fonda con
Maurizio Tedesco la società di produzione “Sorpasso Film”,
nome tratto dal capolavoro della commedia all’italiana -
Il sorpasso - realizzato dal padre Dino Risi, con
Vittorio Gassman. Quindi nel 1992 produce e dirige due suoi
film, Nel continente nero (1992) e Il branco
(1994), ma anche Gli ultimi giorni di Corso Salani,
due lungometraggi di Leone Pompucci, Mille bolle blu
(1993) e Camerieri (1995), e nel 1994 Le
buttane di Aurelio Grimaldi. Nel 1998 produce il film
Hamam di Ferzan Özpetek per il quale ottiene
riconoscimenti come produttore. Nel 1998 gira il grottesco e
irrisolto L’ultimo capodanno, tratto dal racconto
di Niccolò Ammanniti. Nel 2001 gira Tre mogli e nel
2007 Maradona. La mano de Dios, una
biografia del noto campione di calcio Diego Maradona. Il suo
ultimo lavoro, Fortapàsc (2009), ha ricevuto premi
come il Globo d’oro assegnato dalla stampa estera per la
migliore regia a Bratislava in Slovacchia, il Premio Flaiano
per la migliore regia, il Premio Sergio Amidei per la
migliore sceneggiatura e il Premio FAC.
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